INTRODUZIONE       

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Nell’alta Valle Aterno, a nord-ovest dell’Aquila c’è Pizzoli: un ridente e turistico paese di Montagna, situato a 740 s.l.m. Con la sua conformazione prevalentemente montana, è ricco di zone panoramiche e di grande pregio paesaggistico. Da sempre per le sue caratteristiche geo-morfologiche è stato terra di confine. In epoca pre-romana era la terra di confine tra i Sabini e i Vestini; seguì, poi, le sorti della città di Amiternum identificata in epoca augustea come IV Regio e sede di Prefettura. Sul suo territorio si distribuirono molti vici (e ville) che dopo la decadenza romana e per tutto l'alto medioevo subirono un progressivo abbandono. In questo periodo fece parte del patrimonio dell'Abbazia di Farfa e delle diocesi prima Amiternina poi Reatina. Tra i centri abitati si ha notizia nel VI secolo, in località San Lorenzo, intorno alla personalità di Sant'Equizio, di una comunità premonastica che si consolidò in nucleo abitato nonostante le incursioni saracene e la dominazione Longobarda. In epoca Normanna si incominciano ad avere notizie di un incastellamento in Pizzoli e nel XII sec. nel Catalogus Latislai Pizzoli. In seguito divenne centro popoloso e fiorente ed partecipò alla fondazione della città di L'Aquila. Dal 1538 divenne possedimento della famiglia spagnola dei De Torres confluita nell'Ottocento in quella dei Dragonetti. Angelo Fonticulano nella sua Guerra Breccesca nomina questa terra. Il popolo di Pizzoli entro l’aquila ha il diritto di nominare il cappellano nella cappella di S. Leonardo nella chiesa di S. Lorenzo oggi S. Margherita. Ha anche il diritto di nominare un onorato nella suddetta, tanto che assegnò per dote a questo onorato nell’anno 1596 ducati 25 e i 2/5 di tutte le terre prative provenienti dal dirupo castello di Vio e spettanti a questa popolazione dentro l’aquila. Ha il diritto ancora di nominare questo popolo dentro l’aquila il cappellano nella cappella della Pietà dentro detta chiesa più nella cappella di S. Maria di Loreto anche in detta chiesa. Il massimo diritto ha nella cappella di S. Bartolomeo anche dentro detta chiesa. Più nella cappella sotto il titolo di S. Giovanni o sia S. Maria anticamente del corpo di cristo. Oggi il 50% del territorio comunale di Pizzoli fa parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed appartiene alla Comunità Montana "Amiternina".  Il comune di Pizzoli, comprende l’abitato propriamente detto con i seguenti rioni: Villa Re (Caerè), Villa Perilli (Caepiriglju), Villa Toppo (Caetoppu), Villa Ospedale (La Illa), Castellina (Castillina), Villa S.Pietro (Santu Petri) e Villa Mazza (Caemazza); Marruci, anch’esso con i suoi rioni (Vallicella, Colle, Santa Maria, Frattale, Collemusino, San Lorenzo); Cavallari e Cermone. 

 

DRAGONETTI DE TORRES

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Pizzoli, nella seconda metà del II sec. appartenne alla provincia Valeria e dal 570 al ducato di Spoleto. Nel 1185 “Castrum Piczolum" appartenne a Vetulo Gentile, insieme a San Vittorino e Rocca di Corno.  Nel Medio Evo, Pizzoli (Castrum Piczoli), castello del Contado dell'Aquila, ha partecipato alla fondazione della città dell’Aquila ed in particolare al quartiere di San Pietro costruendo nel tempo la Chiesa di San Lorenzo. Quando all’inizio del XVI secolo L'Aquila si ribellò a Carlo V, Pizzoli, su ordine del re, venne messo sotto il controllo di Francesco Aldana (1533), e più tardi di Giovanni De Felicis, successivamente di Pietro Gonzales  che, nel 1541, vendette il castello ad Alfonso Basurto, successivamente fu di Dianora di Nocera che, nel 1575, lo vendette a Ferrante de Torres, i cui discendenti lo tennero finché il feudalesimo fu abolito nel 1809.  Alla famiglia Torres appartenne il Reverendissimo Signor cardinale Cosimo De Torres nato a Roma nel 1584.  Papa Gregorio XV lo elevò al rango di cardinale nel concistoro del 5 settembre 1622. Cosimo Torres, fu legato pontificio in colonia e poi Vescovo di Perugia e Cardinal Prefetto della S. Congregazione del Concilio. Morì l1 maggio 1642 all'età di 58 anni. Nel 1564 Pizzoli e Arischia definiscono i confini. I confini con Barete vengono descritti in un documento stipulato nell’anno 1580. Nel 1572 si venne a transazione con gli originari di Vio per la sopraddetta occupazione di territorio del dirupo castello. Nell’anno 1662 questo comune estinse un debito di mille e cento ducati contratto con Eminentissimo e Reverendissimo Signor cardinale Cosimo De Torres assegnandosi alcune giurisdizioni. Il popolo di questo comune e quello dentro L’aquila nel 1596 con l’atto di montereale firmò il compromesso per la controversia dei loro confini e nello stesso giorno finirono le controversie.

 

IL CASTELLO

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L'elegante castello che sorge ai piedi del monte Marine, nel territorio di Pizzoli è immerso in un contesto paesaggistico di notevole suggestione. La struttura, raffinata e atipica rispetto al contesto delle opere fortificate dell'aquilano è una costruzione seicentesca a pianta quadrata e torrette angolari addossata ad una torre pentagonale del XII secolo.  E' stato progettato dall'Architetto e scultore Pietro Larbitro. Per costruirlo i De Torres, nel 1630 fecero demolire gran parte delle mura che circondavano la torre Medioevale usata all'epoca come rimessa per il bestiame.  Caratteristiche sono le sue torrette di avvistamento (o casematte di tiro rifatte nell'Ottocento) che hanno conferito al manufatto una certa severità e la denominazione di castello; l'altro elemento architettonico notevole è la scala di entrata col portale principale legato con elementi decorativi alla finestra balconata del piano nobile, elementi tipici delle ville cinquecentesche romane. I Dragonetti De Torres apportarono al castello numerose modifiche nel corso del XVIII secolo, tanto da cancellarne completamente l'originario carattere di fortilizio.  Dell'antico presidio risalente al XIII secolo, resta solo una torre isolata e sopraelevata in tempi successivi alla costruzione e qualche rudere del muro di cinta che lascia supporre l'originaria funzione del castello simile, per forma e per posizione al recinto di San Pio delle Camere.  L'aspetto attuale, dopo una recente ristrutturazione, è quello di palazzo signorile con la facciata principale caratterizzata da un'ampia scalinata a due rampe che si affaccia su un affascinante giardino secolare. Gli unici elementi che conferiscono a questa sontuosa residenza l'aspetto di palazzo fortificato, sono le quattro garritte pensili angolari munite di feritoie archibugiere, poste agli angoli del manufatto. In anni più recenti,  il castello fù adibito a clinica sanatoriale e subì da parte degli affittuari, dei lavori di modifica alla facciata per il suo adattamento, queste modifiche portarono ad una interrogazione parlamentare nella seduta del 20 MAGGIO 1950 (Altti Parlamentari - 18470 - Camera dei Deputati) con la quale il ministro, considerato, lo scopo innegabilmente sociale ed umanitario dell’iniziativa sanatoriale, per la cui realizzazione furono commesse le infrazioni, ritenne, senza pregiudizio per la tutela dell’immobile, di poter consentire che il ripristino della facciata - modificata solamente nella maggiore apertura delle finestre del secondo piano - sia soltanto rinviato fino alla cessazione del funzionamento dell’Istituto sanatoriale che avrà luogo con la cessazione contrattuale della locazione.

 

 TORRES COSIMO, Cardinale. Nobile romano e oriundo spagnolo, ornato di ragguardevole letteratura, avendo dato saggio di straordinario talento nel riferire le cause nel tribunale di segnatura, dove mostrossi assai efficace ed energico, fu destinato nunzio di Polonia, dove diportossi  con tanta soddisfazione del re Sigismondo III, che rimasto  peinamente appagato del suo procedere, ottenne che Gregorio XV al 5 settembre 1622 lo creasse cardinale prete di s. Pancrazio,e protettore di Polonia pres.so la s. Sede.  Urbano VIII, al cui conclave intervenne, nel  1624 gli conferì il vescovato di Perugia, diocesi che governò con gran fama di pietà, zelo e prudenza, in cui celebrò il sinodo che poi fece stampare. Per nomina del re di Spagna, il Papa neI 1634 lo trasferì all’ arcivescovato di Monreale, dove nel 1638 tenne il sinodo diocesano, che parimenti fu pubblicato collo stampa nella stessa città, avendo già sino dal 1635 incominciata la visita generale dell’arcidiocesi, nella quale con grandissimo zelo emendò quanto eravisi introdotto non conforme alle leggi canoniche ed ecclesiastiche. Attaccato da lenta idropisia, sperando di potersene liberare col beneficio dell’ aria nativa, si trasferì in Roma; ma in breve la violenza del male io ridusse alla tomba nel 1642, all’età di 58 anni come lo zio, e presso di lui fu tumulalo nella titolare basilica di S. Pancrazio con illustre elogio. Meritava certamente più lunga vita, perchè all’ insigne letteratura di cui era fornito, congiunse le più belle e amabili qualità. Era amico generoso, sincero, e insignemente officioso.

 

Appendice

Altti Parlamentari - 18470 - Camera dei Deputati

-_ DISCUSSIONI - SEDUTA DEL 20 MAGGIO 1950

RISPOSTE SCRITTE AD INTERROGAZIONI

CORBI: Uso del palazzo De Torres sito in Pizzoli (L’Aquila). (2466) . . . . . . 15452

interrogazione. - (1 Per sapere se non ravvisi necessario, impedire che lo storico palazzo ,De Torres, monumento artistico nazionale sito in Pizzoli (Aquila.), venga trasformato - contrariamente a quanto stabilito da chiare disposizioni di legge: articolo 635, n. 3 del Codice penale; articolo 59 della legge 11 giugno 1939, n. 1089 - per essere adibito a tubercolosario. E ciò in considerazione non solo del fatto che per tale utilizzazione l’edificio non si presta, mentre grave ed irreparabile danno ne deriverebbe al patrimonio artistico nazionale, ma anche perché serio pericolo per la salute dei cittadini di quel comune potrebbe derivarne n. (2466).

RISPOSTA-. (1 I1 Ministero, informato dell‘ avvenuta esecuzione, senza la prescritta autorizzazione, da parte degli affittuari, dei lavori di modifica alla facciata del palazzo Dragonetti De Torres in Pizzoli, sottoposto alla sua tutela dalla legge 10 giugno 1939, n. 1089, per il suo adattamento a clinica sanatoriale, ha subito attentamente esaminato la questione, per la parte di sua competenza, riservandosi ogni azione verso il proprietario dell’immobile per l’omessa notifica alla clinica locataria del vincolo artistico gravante sull’immobile stesso. Considerato, peraltro, lo scopo innegabilmente sociale ed umanitario dell’iniziativa sanatoriale, per la cui realizzazione furono commesse le infrazioni, il Ministero ha ritenuto, senza pregiudizio per la tutela dell’immobile, di poter consentire che il ripristino della facciata - modificata solamente nella maggiore apertura delle finestre del secondo piano - sia soltanto rinviato fino alla cessazione del funzionamento dell’Istituto sanatoriale che avrà luogo con la cessazione contrattuale della locazione in atto )).

Il Ministro