VISITA IN SENEGAL 1 - 15 Marzo 2002 PRESENTIAMO ALCUNE FOTO:

Visita in Mali  16 - 27 Febbraio 2006  

PRESENTIAMO ALCUNE FOTO:

Associazione Fraternità

 

 

 

 

 

 

SENEGAL

Popolazione Il Senegal conta una popolazione di 10  milioni di abitanti di cui più della metà sotto i diciotto anni, con un tasso di crescita demografica annuo del 2,7%, un tasso di mortalità infantile del 70 per mille e con una speranza di vita alla nascita di 54 anni. La popolazione è per la maggior parte rurale (59%). Ciononostante, il tasso di  crescita della popolazione urbana nel periodo 1960-1992 (3,5%) ha superato il tasso medio di crescita demografica relativo allo stesso periodo (2,8%). La popolazione senegalese è relativamente alfabetizzata: il tasso di alfabetizzazione degli adulti, stimato nel 2000  al  65%.

Etnie Il Senegal conta una ventina di etnie, le più importanti delle quali sono i Wolofs (40%), concentrati nelle grandi città, i Serères (18%), che si trovano nelle regioni di Diourbel, Fatick, Kaolack e Thiès, i Peuls (15%), sparsi in tutto il paese, i Toucouleurs (10%), che si trovano soprattutto nella Regione del Fiume, e i Diolas (7%), localizzati in Bassa Casamance. La popolazione è in prevalenza musulmana (95%), suddivisa in due grandi confraternite religiose (Mouride e Tidjane). Il resto è costituito da cristiani e animisti.

Sviluppo Rispetto all'indice di sviluppo umano del PNUD, il Senegal figura tra i paesi più poveri del pianeta. La sua popolazione, vive in condizioni particolarmente difficili. Il paese soffre infatti della mancanza di strutture socio-economiche e di investimenti produttivi, della precarietà della sicurezza alimentare, dell'impoverimento progressivo dell'ambiente a seguito della siccità, della mancanza di strumenti che sviluppino e rafforzino le competenze e le conoscenze della sua popolazione, popolazione che inoltre sconta la scarsa possibilità di partecipazione ai momenti decisionali, che riguardano le politiche pubbliche e la difesa dei propri diritti. Secondo le statistiche ufficiali dell'UNICEF, nel 1999, il 54% della popolazione viveva con meno di un dollaro al giorno.

Storia Il Senegal stabilisce i primi contatti con gli Europei nel XV sec. Quando i Portoghesi instaurarono relazioni commerciali con le zone costiere, seguiti nel corso degli anni da Olandesi, Inglesi e Francesi. Furono quest’ultimi,in seguito ad una vasta penetrazione all’interno, a colonizzare la zona e,dopo diversi scontri con lealtre nazioni, a diventare potenza egemone nella zona nel  XIX sec. Il periodo coloniale francese durò dal 1845 al 1960. Solo nel 1904 furono definiti i confini dello stato senegalese e nel 1957 il paese si potè dotare di un governo autonomo, grazie alle concessioni del presidente francese De Gaulle. L’indipendenza fu conquistata nel 1960, con l’affermazione del partito socialista al potere. Il sistema rimane monopartititco fino alla metà degli anni settanta, quando il presidente Senghor concede un’apertura democratica, limitata a tre schieramenti. Il suo successore, Diouf, porta avanti un’ulteriore apertura al multipartitismo, limitando solamente la costituzione di partiti a base etnica o religiosa. In effetti il clima politico senegalese è piuttosto anomalo nell’area africana, in quanto non ci sono rilevanti scontri tra le numerose etnie che lo abitano. L’unica eccezione è la rivolta del movimento indipendentista in Casamance (a sud del paese) generato soprattutto dalla forte pressione delle popolazioni del Nord (desertico) sulla zona, che rappresenta una riserva naturale molto importante per il paese.

Economia A partire dall’indipendenza, l’economia senegalese si è evoluta sequenzialmente. Dal 1960 al 1965, le sue principali esportazioni hanno beneficiato dei prezzi garantiti e il tasso di crescita reale del PIL per abitante è aumentato dell’1%. Dal 1966 alla fine degli anni Ottanta, la situazione economica è andata progressivamente peggiorando in ragione degli effetti  congiunti del deterioramento delle condizioni di scambio e della siccità, che hanno generato una crisi finanziaria senza precedenti nel paese. Successivamente a questa data il Senegal è entrato in una fase di aggiustamento interno, con il concorso attivo delle istituzioni finanziarie di Bretton Woods, che ha conosciuto diverse tappe. Alla fine degli anni Settanta e all’inizio degli Ottanta, il Senegal ha così successivamente adottato un programma di stabilizzazione e un piano di aggiustamento economico e finanziario a medio termine volto a restaurare i grandi equilibri macro economici. Nel 1984 è stato messo in opera un altro programma globale d’aggiustamento economico e finanziario a medio e lungo termine per il periodo 1985-1992 con risultati molto mitigati. Nel campo dell’agricoltura, che contribuisce a circa il 20% del PIL, produzioni quali il miglio, il sorgo e il mais danno rendimenti apprezzabili. D’altra parte si assiste a un aumento delle importazioni di riso e di frumento. Le previsioni delle raccolte di cereali della stagione 1996/’97 forniscono i seguenti dati: 1.095.000 tonnellate, costituite da 656.200 tonnellate di miglio, 149.000 di sorgo, 106.500 di mais, 179.800 di riso, 4.000 di fonio. Tali produzioni equivalgono alla produzione della stagione precedente, ma fanno registrare un aumento del 10% rispetto alla produzione media del periodo 1991-1995. Nell’ambito delle prospettive alimentari, le disponibilità interne, comprendenti la produzione nazionale netta e le scorte sono valutate intorno a 999.200 tonnellate, che coprono appena il 56% dei bisogni, stimati in 1.732.300 tonnellate. Il deficit netto senza le importazioni è di 733.000 tonnellate, comprendenti 304.100 tonnellate di cereali secchi, 184.900 tonnellate di frumento e 244.000 tonnellate di riso L’allevamento occupa circa trentamila famiglie. Contribuendo per il 7% del PIL, ha quasi permesso l’autosufficienza per quanto riguarda la carne e i prodotti avicoli ed ha migliorato i redditi familiari. L’industria rimane caratterizzata dalla ristrettezza dei mercati, dalla scarsa competitività e dall’ambiente ostile all’impresa, nonostante la nuova politica industriale che si poneva l’obiettivo di stimolare lo sviluppo del settore. L’industria resta comunque dominata dagli stranieri, con duemila imprese francesi o associate che impiegano venticinquemila persone per un giro d’affari stimato in 700 miliardi di CFA (mercati tropicali, luglio 1993). In materia d’impiego, nel periodo 1990-1992 la manodopera ha costituito il 34% della popolazione totale. La ripartizione settoriale della manodopera mostra l’importanza del settore primario (80%), la debolezza del terziario (13%) e la marginalità del settore secondario (6%). Questi dati testimoniano dell’importanza del settore informale che, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, costituisce il maggior fornitore d’impieghi, specialmente in ambito urbano. Tale settore rappresenterebbe l’80% dell’attività economica in Senegal nel 1991-1992.

VIAGGIO DI CONOSCENZA E VISITA DELLE SCUOLE

Dal 1 al 15 Marzo 2002 due rappresentanti del Gruppo Adozioni dell'Associazione Fraternità, Osvaldo e Gelindo, sono andati in visita in Senegal nella regione di Thies per conoscere i bambini adottati, visitare i progetti in corso della LVIA, concordare con i volontari in loco una collaborazione per il futuro.

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MALI 

Sui sentieri dell'Africa...

- Riflessioni su un viaggio in Africa

 

 “Allora… racconta della tua prima volta in Africa, come ti è sembrata?” Beh… non pensavo fosse difficile rispondere a questa domanda…; è stata senz’altro un’esperienza molto speciale, che camminerà sempre accanto a me, resa singolare e coinvolgente anche dai miei compagni di viaggio: alcuni membri dell’LVIA - l’associazione di volontariato internazionale con cui siamo entrati in contatto durante la campagna “acqua è vita” - e alcuni “colleghi” dell’Associazione Fraternità, cioè Osvaldo, sempre pronto a rubare uno spicchio d’Africa con la sua telecamera, e Alessia, che con la sua estatica curiosità rimaneva incantata dai racconti sugli stregoni, i “marabu”, e la loro magia… mentre io, a causa della mia passione per il giornalismo, ostacolata dalla mia scarsa conoscenza del francese, ero stata incaricata di prendere improbabili appunti…

Un’esperienza sicuramente indispensabile ai fini del progetto a cui l’Associazione Fraternità si è dedicata in collaborazione con l’LVIA, cioè quello del sostegno a distanza, ieri in Senegal, oggi anche in Mali, a Sikasso. Il motivo principale del nostro viaggio, infatti, era la visita alle scuole di Diou e di Sanzana, era l’incontro con i bambini e i maestri, era la necessità di collaborare per un progetto che mira ad offrire ai ragazzi l’opportunità di un miglioramento, impossibile senza una minima istruzione; di cooperare perché attualmente le scuole riescono ad assorbire solo il 25-30% dei bambini, perché mancano i libri di testo (1 ogni 10 bambini), perché molte famiglie non possono permettersi di pagare la quota d’iscrizione (circa 30 euro) dei figli (solitamente numerosi), perché spesso, magari a causa di un cattivo raccolto, i ragazzi sono costretti ad abbandonare la scuola; di impegnarsi, ed è a questo aspetto che la nostra Associazione tiene particolarmente, per incentivare la nascita di attività produttive parallele alla scuola, capaci di sostenerla nel tempo (come la porcilaia realizzata in Senegal che va avanti già da 5 anni) e di coinvolgere maggiormente le famiglie nell’attenzione e nel mantenimento della scuola stessa. Un’esperienza interessante e costruttiva che mi ha dato la possibilità di conoscere persone come il vescovo della Diocesi di Sikasso, Monsignor Thiama, dietro la cui richiesta è nata la collaborazione con l’LVIA in questo progetto adozioni, o come la donna che ha fondato la scuola materna Abbé Pierre Kanuté, persone che hanno dimostrato tutta la loro volontà e il loro coraggio… Ecco!… alla domanda “cosa racconti del tuo viaggio?” racconterò di loro, racconterò l’Africa, non quella arida e desolata dei vicoli sovraffollati e sporchi, ma quella degli uomini e delle donne che non si rassegnano, della loro fierezza e delle loro iniziative che, seppur limitate o forse ancora poco organizzate, mi piace pensare cambieranno un continente, di cui solo i colori, i profumi e i tramonti rimarranno immutati…

                                   Silvia Frattale

 

Progetto sostegno scolastico a distanza in MALI

La scuola in Mali

L’educazione generale è posta sotto la responsabilità dello Stato, che garantisce ai cittadini l’attuazione del diritto all’educazione tramite l’organizzazione di un sistema di formazione. Le collettività locali contribuiscono agli sforzi dello Stato in materia di educazione. L’iniziativa privata, individuale o collettiva può, alle condizioni definite dalla legge, concorrere all’opera di educazione e di formazione della popolazione.

Livelli di strutture

Il ciclo fondamentale è suddiviso in educazione prescolare ed un insegnamento polivalente unico che comprende successivamente un insegnamento elementare e medio.

*L’educazione prescolare   accoglie i bambini da 3 a 6 anni.

*L’insegnamento elementare polivalente  accoglie i bambini da 7 a 12 anni, e dura sei anni, alla fine c’è un esame. Gli allievi sostengono le prove di entrata nel sesto anno per poter accedere all’insegnamento medio. Lo stato annualmente stabilisce le quote di allievi che possono accedere all’insegnamento successivo “numero chiuso”.

*L’insegnamento professionale  prepara l’ingresso alla vita produttiva e si prefigge di formare gli agenti dello sviluppo. Ha come missione quello di formare personale tecnicamente qualificato.

*L’insegnamento medio polivalente  accoglie i ragazzi dai 12 ai 16 anni, sviluppa le capacità di ricerca sperimentazione e culturale, alla fine di questo corso gli allievi sostengono le prove per il Brevetto  che gli permetterà di passare al livello secondario.

*L’insegnamento secondario generale o tecnico fornisce ai ragazzi le conoscenze e le attitudini necessarie per l’accesso ai differenti percorsi di insegnamento superiore. Accoglie ragazzi dai 17 ai 19 anni. Alla fine sostengono un esame “il Diploma” per accedere all’università.

Qual è il problema ……….

Abbiamo ricevuto da parte delle famiglie dei villaggi dove operiamo, tramite i nostri volontari in loco, dal Vescovo di Sikasso(responsabile di numerose  scuole sparse nei villaggi della sua diocesi) la domanda ad intervenire con un progetto di “Sostegno scolastico a distanza”, in quanto sempre più sovente i genitori non mandano più i loro figli a scuola perché impossibilitati a pagare la tassa annuale, di fornirli di libro e penne.                                                             

In Mali come in quasi tutta l’Africa lo stato per problemi economici garantisce l’istruzione elementare, ma chiede ai genitori dei ragazzi frequentanti di contribuire in parte al pagamento delle spese (lo stipendio del maestro € 120,00 mensili), questo contributo è costituito da una tassa che le famiglie pagano all’iscrizione dei figli a scuola.

 La tassa è di circa € 30,00 per bambino, cifre piccola per noi ma considerevole per un agricoltore maliano. Se poi i figli sono più di uno questo crea difficoltà insormontabili.

L’ esperienza ci dice che quasi tutte le famiglie messe di fronte alla scelta su chi inviare a scuola, quasi sempre escludono le bambine, se poi il raccolto va male (ad esempio lo scorso anno c’è stato il problema per tutto il Sahel dell’invasione delle cavallette) o c’è un problema di salute di un componente della famiglia tutti i bambini stanno a casa o interrompono la scuola durante l’anno scolastico (problema dell’abbandono scolastico contro il quale lotta questo progetto).

A questo si aggiunge il fatto che se le classi non hanno un numero sufficiente di bambini la classe non viene attivata.

Se le classi non paganti aumentano ed il problema si protrae negli anni la scuola rischia di essere chiusa e quel villaggio perde la sua scuola elementare probabilmente per sempre.

I bambini saranno così costretti ad andare a frequentare la scuola nel villaggio più vicino,ed percorrere circa 5/8 chilometri due volte al giorno.

Bisogna inoltre ricordare che le scuole hanno infrastrutture fatiscenti, tetto bucato o fatto di foglie, banchi inesistenti, mancanza totale di servizi igienici, per non parlare di lavagnette per scrivere, libri etc.

Perché Vi chiediamo di sostenere questo progetto

Il sostegno a distanza è una straordinaria opportunità per lasciarci coinvolgere dalle tante situazioni di ingiustizia nel Sud del Mondo.

In quest’ottica assume il significato di un gesto d’amore ancor più grande che permette di aiutare senza chiedere qualcosa in cambio.                             

Ogni progetto di Sostegno a distanza della LVIA vuole investire sulla persona, promuovere il suo futuro con l'istruzione, la formazione, sempre nel rispetto dell'ambiente e della cultura delle comunità locali. Poter dare più forza a questa presenza dipende da tutti noi.

Accompagnare dei bambini/e nel loro cammino di autopromozione culturale  crediamo fermamente che sia un atto di solidarietà attiva e non di mero assistenzialismo.                                 

Vi offriamo la garanzia che stiamo lavorando con assoluta serietà e sincera passione affinché in qualche parte del mondo il futuro sia meno difficile, che il contributo da Voi versato arriverà a destinazione decurtato solo del 5% necessario per far funzionare la struttura amministrativa.

Non esiste sviluppo senza educazione scolastica delle nuove generazioni. Lavorare oggi sull’educazione vuol dire lottare contro la povertà di domani.

         Il nostro aiuto non viene destinato al singolo ma a un’intera classe di bambini in modo che nessuno corra il rischio di essere escluso.

Quanto costa sostenere una classe                                                                                             

    Il sostegno di una classe costa € 500,00 – annuali. Quota divisibile con altri

    donatori.                                                                                                                  

Quanto costa sostenere una scuola                                                                                             

Il sostegno di una scuola, dalla 1° alla 6° classe, costa € 3.000,00 – annuali.

     Chi sosterrà questo progetto riceverà:

-          all’inizio la foto della classe con alcune notizie dei bambini

-          due volte all’anno notizie scolastiche dei bambini, auguri e risultati finali.                                        

-          la rivista  “VOLONTARI” dell’ LVIA 3/4 volte l’anno sulle attività dell’associazione

-          la possibilità di partecipare ai viaggi di conoscenza organizzati e accompagnati in loco dalla Lvia, per vedere con i Vostri occhi come sono stati spesi i soldi donati.

Il versamento va fatto:

      C.C. Postale 14343123  INTESTATO: LVIA Corso IV Novembre, 28 12100 CUNEO

      Banca Alpi Marittime, Credito cooperativo Carrù 40031783 – ABI 08450 – CAB 10200 specificando    

      “sostegno classe Mali” .

                                                 

 Per qualsiasi informazione Ass. Fraternità (Osvaldo 3332897152 / 0862977876) email:presidente@marruci.it;    

 ONG  LVIA tel 3477424217  mg2p@libero.it  - Paolo  Pilotti