Noci, un luogo che si accomuna a Marruci.

Deve il suo nome ai numerosissimi alberi di noci esistenti anticamente nella zona, si trova, a metà strada tra Bari e Taranto, su un'amena collina delle Murge, a 420 m. s.l.m. nel Comprensorio Turistico dei Truili e delle Grotte.

A Noci si accede per mezzo della Statale 377 da Putignano (6 km.) e da Mottola (20 km.), della Statale 606 da Gioia del Colle (18 km.) e da Alberobello (10 km.), delle Provinciali da Martina Franca (24 km.), da Massafra (26 km.) e da Castellaneta (25 km.).

L'origine di Noci è antichissima. La tradizione, accettata quasi da tutti, che, nel 565 d.C., Conone, capitano dell'imperatore Giustino II, per ostacolare il cammino dei Goti, eresse sulla collina, dove attualmente è Noci, una cittadella di carattere militare.

La prima menzione di tale cittadella "Castellum Nucum", già esistente, è fatta da Pompeo Sarnelli nella sua "Cronologia dei vescovi ed arcivescovi sipontini", dove, scrivendo della erezione dell'Abbazia di Barsento, dice che "nel 591 il duce Tuiliano, carissimo di S. Gregorio Magno edificò nei monti Appennini del Castello delle Noci la Badia di Barsento per i monaci di S. Equizio".

 

Chiesa S. Maria del Barsento; Presenta una facciata a tre cuspidi, sormontata da un campaniletto a vela. I tetti delle navate sono spioventi e ricoperti di chiancarelle (piccole pietre piatte), secondo la tecnica dei trulli. La porta d’ingresso è preceduta da un protiro a pianta quadrangolare. L’interno è diviso a tre navate da tozzi pilastri. La navata centrale è divisa in due campate da un’arcata trasversale. Le volte sono a botte. Le pareti sono spoglie e disadorne, imbiancate a calce. Nel catino dell’abside centrale si notano tracce di affreschi. Sull’altare maggiore, c’è un’effige della Madonna Assunta con Santi, in una cornice, di chiara fattura barocca, che non risulta in sintonia con la semplicità della Chiesa.