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MARRUCI E PIZZOLI: Chiese e luoghi di
INTERESSE
PIZZOLI
Il Comune di Pizzoli, è situato a Nord-Ovest della città di
L'Aquila, nell'alta valle dell'Aterno nei pressi dell'antica città di
Amiternum, dista dal Capoluogo di Regione circa 12 chilometri, è situato a 740
m. s.l.m., fa parte della Comunità Montana "Amiternina" zona
"A".
Per
circa il 50% del territorio, ricade nel Parco Nazionale "Gran Sasso - Monti
della Laga" di recente istituzione.
Alla data del 31.12.1997
la sua popolazione era di 2977 unità, la sua estensione territoriale è pari a
56.11Kmq, le strade urbane si estendono per 45 Km., le strade extraurbane per 40
Km. e le strade vicinali (campestri) si estendono per circa 60Km.
Chiese e
luoghi di interesse storico in Pizzoli
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CHIESA DI S. STEFANO Complesso
con chiesa annessa. All'interno affreschi del XVI sec. e alcuni altari barocchi.
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CHIESA DELLA IMMACOLATA DETTA DELLA MADONELLA A
pianta ottagona sul tipo di Chieti, Giulianova, etc..
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CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE Ex S. Pietro e Paolo. In località Villa San Pietro. All'interno,
sull'altare maggiore, affresco della fine del '500 .
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 Chiesa di S. Matteo,
in
contrada Villa Re.
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 Chiesa del Castello,
a pianta ottagonale, forse dei Dragonetti. |
Chiesa di S. Michele
Arcangelo, all'interno ambone di Pietro
Amabile del 1197.
Chiesa cimiteriale,
ottocentesca.
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Chiesa Santo Stefano a Valle |
 
PALAZZI
Palazzo
Mascetti, barocco. Palazzo
Cappelli-Zecca, barocco. VILLA GIORGI , della fine del '800, con
rarissimo esempio di giardino a parterre in Abruzzo. TORRE Medioevale ora
nel Palazzo Dragonetti De Torres. FONTANA In contrada Villa Re, degli
inizi del '900.
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| Principale emergenza sull'abitato
di Pizzoli.
Questo edificio, a differenza degli altri di epoca medioevale
che si trovano disseminati un pò dovunque nel territorio, è da attribuirsi al
1600 per i rimodernamenti effettuati dall'architetto e scultore francese Pietro
Labitro che operava a L'Aquila.
All'interno
del castello, si trova una torre medioevale pentagonale a cui con molta
probabilità doveva agganciarsi la cortina muraria di cui rimangono alcune
tracce, e con la quale dovette formare un unico impianto difensivo. L'attuale
edificio seicentesco, ha pianta quadrangolare nei cui vertici si trovano le
casematte di tiro, leggermente sporgenti e dotate di una serie di feritoie
archibugiere. Le facciate sono spartite da tre cornici marcapiano e su una di
esse è affrescata una meridiana.
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Chiese e
luoghi di interesse storico IN MARRUCI
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CHIESA DI S. LORENZO In
località Marruci nella frazione di San Lorenzo troviamo l'antica chiesa
parrocchiale intitolata al martire Lorenzo, costruita sui resti del monastero
Equiziano e quindi inizialmente conventuale. Con vari elementi cinquecenteschi
(finestra absidale datata 1545), restaurata nel 1703, portale settecentesco.
All'interno affreschi tra cui un Calvario di Perrozzo da Teramo e tre croci
processionali. Cripta Equiziana, dove riposarono le spoglie di Sant' Equizio.
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Chiesa di Santa Maria ad
triticum Loc. S.Maria Marruci.
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 Chiesa di Sant'Antonio Abate
Loc. Vallicella in Marruci.
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Chiesa di San Silvestro
Loc.
Vallicella Marruci.
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 MONASTERO DI S. ESQUIZIO
Fondato nel 504, (tracce storiche).
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Affresco Madonna con Bambino
Chiesa San Lorenzo di Marruci |
12
Km L'AQUILA
Chiamato erroneamente castello, questo stupendo esempio di
architettura militare unico per le sue caratteristiche, in realtà è un forte.
Venne eretto a partire dal 1534 per iniziativa del vicerè di Napoli Don Pedro
di Toledo "ad reprimendam audaciam Aquilanorum", ovvero per
repressione contro gli abitanti della ricca città di L'Aquila che si era
ribellata agli Spagnoli e schierata con i Francesi. Progettista della grandiosa
opera fu lo spagnolo Don Pirro Luis Escribà, capitano ed architetto militare di
Carlo V, già impegnato nella realizzazione di Castel Sant'Elmo a Napoli. Lo
Escribà, o Scrivà, iniziò la costruzione il 30 maggio del 1534, su un terreno
che dominava la città e dove si dice che nel 1401 fu eretto da re Ladislao un
fortilizio. Per circa due anni l'architetto Escrivà rimase a seguire i lavori
che furono poi continuati da Gian Girolamo Escrivà, probabilmente suo parente.
I lavori continuarono fino al 1567, anno in cui gli aquilani non potendo più
continuare a versare le esose tasse con le quali veniva pagata la realizzazione
della costruzione, chiesero agli Spagnoli di fermare l'opera. Da allora, il
castello fu utilizzato come alloggiamento per le truppe. Le successive fasi
costruttive, si ebbero nel 1606 e nel 1698; mentre nel 1843 venne sostituito il
ponte di legno semilavatoio con l'ultima campata di quello attuale, in pietra.
Il forte che non fu mai utilizzato dal punto di vista militare, conserva ancora
intatta la sua forma originaria che si rivela una delle più evolute dell'intera
penisola. La pianta è quadrata racchiudente un cortile con quattro bastioni ai
vertici delle diagonali; è circondato da un ampio fossato largo 2 3 m.,
profondo 14 m., l'altezza totale dell'edificio è di 30 m., la distanza tra i
vertici dei bastioni è di 130 m ., la lunghezza delle cortine è di 60 m.
L'innovazione più importante rispetto agli altri forti della penisola, è
dovuta alla presenza, dei doppi orecchioni policilindrici che raccordano i
bastioni con le cortine. Questa accortezza oltre a migliorare la plasticità
dell'edificio, era stata adottata per un motivo funzionale: in questo modo
infatti le due serie di cannoniere, avevano aperture doppie che permettevano un
maggior fuoco di fiancheggiamento a difesa delle cortine murarie ed inoltre, la
loro posizione angolata, impediva a possibili colpi di entrare nell'interno. Il
portale d'ingresso, costituito da due lesene doriche e lo stemma di Carlo V,
reca l'iscrizione del 1543 ed è opera di Salvato Salvati e Pietro di Stefano,
entrambi aquilani. All'interno, il porticato risale al vecchio progetto
cinquecentesco, gli altri tre lati, sono aggiunte del sec. XVII e XVIII. Dopo
l'ultima guerra è stato restaurato ed oggi ospita il museo Nazionale d'Abruzzo,
la sezione archeologica, ed in una delle casematte dei bastioni, il famosissimo
Elephas Meridionalis. Inoltre, periodicamente vi si tengono congressi e mostre.
30
Km OCRE
Non si conosce con precisione la data di fondazione di questo
caratteristico esempio di terra murata, dove con questo termine si intende un
borgo costruito dentro una cinta difensiva, ma si presuppone che sia nato
sull’acropoli della città romana di Aveia. Esso fu distrutto dagli Aquilani
nel 1280 e ricostruito nel 1424 da Fortebraccio. Posto su una collina che domina
Fossa da un lato e S. Panfilo d'Ocre dall'altro, è costituito da una cortina
muraria, interrotta agli angoli da torri quadrangolari. L'impianto difensivo,
molto ampio, ha due lati pressappoco lineari di cui il più lungo misura circa
18o m. All'interno della cinta si è sviluppato l'agglomerato di case che
costituivano un vero e proprio borgo al quale non mancava neppure la chiesa:
essa infatti, con pianta a tre navate, presenta caratteri tipici
dell'architettura aquilana del trecento; inoltre, rimangono tracce di una
cappella con un affresco che ricorda la famosa Madonna de Ambro conservata nel
Museo Nazionale d'Abruzzo.
30
KM SANT' EUSANIO FORCONESE
Innalzato sul monte Cerro, il castello controllava tutta la
vallata e gli altri fortilizi del contado. Oggigiorno, sono ancora visibili i
resti delle torri cilindriche, tra l’altro restaurate da un intervento
sull’intero borgo, che componevano l'impianto difensivo. La chiesa edificata
tra il sec. XV e XVI ha inglobato un portale sestiacuto murato che doveva far
parte della cinta muraria. Il sisma del 1461 che distrusse quasi completamente
la zona colpì in maniera particolare S. Eusanio Forconese.
20
Km FAGNANO ALTO
Del vecchio edificio fortificato si conserva una torre
poligonale, ed una quadrangolare nella quale si apriva un portale di ingresso
sestiacuto sormontato da un antico stemma ormai illeggibile. In alto, sulla
cortina della torre, si aprono due lunghe feritoie che servivano a manovrare il
ponte levatoio d'accesso all'interno difeso, tra l'altro, da un apparato a
sporgere costituito da beccatelli.
30
Km CASTELVECCHIO SUBEQUO
Posto in alto a dominio del
paese, l'edificio in questione, presenta varie caratteristiche architettoniche,
che fanno supporre a diversi tempi di realizzazione. Infatti, il primo basamento
della fabbrica, è costruito da grossi conci di pietre regolari nei quali si
apre una porta arcuata, la seconda forse ricostruita in seguito alle distruzioni
dei terremoti, è formata da massi squadrati, la terza invece, sembra avere una
tecnica muraria molto posteriore, ed inoltre sulla cortina si aprono varie
finestre. Sul prospetto esterno, si può notare una torre, alla quale si è
agganciata un edificio con una caratteristica loggetta. Oltre a questa
tipologia, si sono aggregate nel tempo altre case e palazzi, costituendo così
un unico agglomerato e formando una specie di contrada fortificata, che
caratterizza l'ambiente circostante
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